Gli Artisti



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ARIELA BOHM


SUKUN ENSEMBLE



ELVIS SPADONI


Ariela Böhm nasce a Roma nel 1960 e, dopo la laurea in Scienze Biologiche, lavora per qualche anno, in qualità di borsista, sotto la direzione della professoressa Rita Levi Montalcini all'Istituto di Biologia Cellulare del CNR a Roma. Negli anni del liceo intraprende il suo percorso artistico privilegiando come mezzo espressivo le tecniche della ceramica. Studia in seguito tornitura, tecnica Raku, Decorazione, Teoria degli smalti, Vetrate artistiche, Glass fusing e Incisione. Frequenta il corso di scultura tenuto dal prof. Mongelli all'Accademia di Belle Arti di Roma. Frequenta la fonderia Anselmi presso la quale realizza, nel 2004, un monumento in bronzo. Il suo lavoro si evolve trovando nel Raku il materiale e la tecnica che meglio si prestano ad esprimere la sua visione complessa e al contempo essenziale, evidentemente segnata dalla conoscenza profonda del materiale biologico. Questa predilezione non preclude comunque la continua ricerca e lo studio di nuove tecniche. L'evoluzione della sua opera si dipana nell'uso combinato di materiali di diversa natura, in cui il dialogo fra gli elementi esprime il significato dell'opera stessa. L'incessante sperimentazione dei materiali più adatti all'opera che vuole realizzare la porta ad utilizzare il silicone per il ciclo di opere sul moto ondoso e, nel 2004, ad ideare, con il collega Rino Regoli, la tecnica delle “Ombre di luce”. L'uso di un materiale trasparente, deposto sulla superficie interna di una lastra di vetro, permette, concentrando la luce che lo attraversa, di proiettare sulla superficie sottostante, un'”ombra” paradossalmente più luminosa del fondo su cui è proiettata. Da qui la scelta dell'ossimorico nome “ombre di luce” per questa tecnica che permette effettivamente di dipingere con la luce. In anni recenti decide di esprimersi realizzando alcuni video che le permettono di coniugare il suo profondo interesse per l’acqua – metafora di vita e di ciò che in noi si muove - con lo sviluppo temporale di storie narrate tramite creazioni tridimensionali anche effimere. Fin dall’inizio della carriera artistica Ariela Böhm testimonia la sua appartenenza al popolo ebraico realizzando opere in cui testi biblici o caratteri ebraici ne rappresentano l’esistenza, la storia o il carattere. Alcune di queste opere sono di grandi dimensioni e collocate in un contesto pubblico quale un centro culturale, una biblioteca o un cimitero. Nel raccontare di cultura necessariamente narra di memoria, di percorsi, di strutture e di meccanismi che a ben vedere sono espressioni del nostro vivere nel mondo nelle quattro dimensioni che conosciamo e sperimentiamo quotidianamente. La sua ricerca artistica procede nel tempo intrecciando aree d’interesse solo apparentemente diverse in un'unica narrazione che si sviluppa in modo coerente: la descrizione di ciò che siamo, proviamo, percepiamo, ricordiamo, raccontiamo e in quale mondo svolgiamo queste attività.

www.arielabohm.it



Il Sukun Ensemble è un progetto artistico nato da cinque musicisti musulmani italiani di formazione professionale eterogenea, dal jazz al pop alla musica classica. Il Sukun Ensemble propone rivisitazioni di brani orientali e occidentali che appartengono a diverse epoche e contesti geografici assai lontani. Dall’Asia, Europa e Africa, gli stili dei pezzi presentati esprimono una grande varietà culturale: brani di origine medievale, rinascimentale ed ebraica, melodie indiane e giapponesi, e soprattutto musica sacra islamica, come i canti dedicati al Profeta Muhammad, musiche tradizionali del Marocco e della Turchia e musica islamica occidentale. La particolarità del progetto artistico risiede proprio nel rielaborare repertori così distanti, basati su differenti sistemi musicali, per renderli adatti alla sensibilità di un orecchio occidentale. Il sistema tonale, infatti, su cui si basa la musica europea da molti secoli, è estraneo alle altre culture, le quali adoperano sistemi melodici molto vari e complessi. La ricchezza espressiva delle scale modali con le sue numerose combinazioni di intervalli e ritmi che caratterizzano tali sistemi viene sublimata nell’ispirazione sacrale che accomuna tutti i brani scelti. La chiave risiede negli arrangiamenti originali e nella capacità degli artisti di fondere il proprio strumento nell’assieme, dando luogo a nuove consonanze timbriche: la chitarra acustica (Aladdin Giorgio Cocilovo), il violino (Abu Bakr Moretta), il pianoforte (Abd al Latif Cocilovo), il mandolino (Faris La Cola) e le percussioni (Adam Cocilovo), pur mantenendo il proprio carattere specifico, trovano nell’unità del Sukun Ensemble un’ispirata concertazione. Gli arrangiamenti proposti sono il frutto di uno sforzo che vuole superare le caratteristiche specifiche dell’Oriente e dell’Occidente per realizzare la sintesi di un linguaggio musicale ancora oggi accessibile come veicolo di comunicazione tra popoli, culture e religioni.


Elvis Spadoni (Urbino, novembre 1979) compie gli studi teologici presso il seminario arcivescovile di Rimini e Bologna fino alla licentia docendi in Storia della teologia. Nel 2007 interrompe la sua preparazione al sacerdozio per iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove studia pittura fino al 2016, diplomandosi con una tesi in estetica sull’arte come teologia in W. Benjamin. Ha partecipato a diverse mostre collettive organizzate dall’Accademia vincendo nel 2011 il “Premio nazionale per le arti” sezione pittura. Nello stesso anno tiene la personale “Direzioni” presso la casa natale di Raffaello Sanzio, con mostra e catalogo a cura di Umberto Palestini, e a New York vince la borsa di studio “Zeffirelli Scholarship Fund for the Arts”. Realizza alcune commissioni di arte sacra e collabora stabilmente con il progetto “Biblia Pauperum” all’intero della Settimana Biblica organizzata dall’Ufficio per l’Apostolato Biblico della diocesi di Rimini. Con l’editore Fara di Rimini ha pubblicato scritti sul rapporto tra pittura, estetica e spiritualità. Nel territorio nazionale ha preso parte a diverse esposizioni collettive. Ultima, in ordine di tempo, è la mostra “Narciso, contemporaneità del mito tra vita e arte” tenutasi a Torino nel maggio-giugno 2016, realizzata in collaborazione fra Divisione arte della Reale Mutua di Torino e il CRAG – Chiono Reisovà art gallery. Sempre nel maggio 2016 torna a Urbino con la personale “Allo Specchio”, a cura di Silvia Cuppini, nello studio Mjras.
 
www.spadonielvis.com